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LAVORO

Creazione di programmi di lavoro garantito per coinvolgere la popolazione disoccupata inprogetti di pubblica utilità in tema di manutenzione urbana, assistenza sociale, cultura: ambiti centrali nella vita della città che non possono essere semplicemente scaricati sulle spalle delle associazioni di volontariato. Tali programmi si rivolgono a manodopera non specializzata, con una retribuzione fissata al di sopra della soglia di povertà ed a condizioni
dignitose.
Introduzione di Lira, la moneta complementare locale, con cui stipendiare la popolazionecoinvolta nei programmi di lavoro garantito. Lira è emessa dal Comune con rapporto 1:1 con l’Euro, ma non può essere scambiata: essa è utilizzabile all’interno della sfera economica
cittadina, sia da privati che da imprese, e può essere usata per il pagamento dei servizi e delle tasse comunali. Lira è concepita per essere spesa anziché accumulata: ogni banconota viene stampata riportando l’anno di emissione; se questa non “rientra” al Comune
con il pagamento delle imposte per l’anno corrispondente il suo valore nominale scende automaticamente del 10%. Si tratta di uno strumento polivalente che, partendo dal reinserimento lavorativo dei disoccupati, genera un circolo virtuoso in termini di miglioramento della qualità della vita in città, preferenza per il commercio locale e aumento degli scambi tra operatori economici.
Formazione della forza lavoro per accogliere le sfide dell’innovazione: numerosi studi prevedono che determinate competenze nell’attuale mondo del lavoro non saranno più richieste nel giro di pochi anni, mentre altre subiranno un’impennata di richieste. In questo senso il Comune deve pianificare un’opera di formazione e di riqualificazione della forza lavoro locale, anche di basso profilo, affinché sia in grado di assorbire tali stravolgimenti, mappando e monitorando le competenze di partenza in modo da fornire gli strumenti specifici necessari.
Difesa della manodopera locale attraverso agevolazioni fiscali per le imprese che assumono lavoratori residenti sul territorio torinese da almeno 5 anni e introduzione di un criterio di preferenza analogo nelle gare di appalto per la Pubblica Amministrazione.
Applicazione di un salario minimo municipale, in particolare per i lavori altamente usuranti e in tema di parità salariale tra uomo e donna.
Coinvolgimento attivo dell’amministrazione nella gestione degli squilibri del mercato del lavoro. Il Comune deve interessarsi alle necessità del settore privato in termini di competenze e attivarsi direttamente con corsi specifici e gratuiti per facilitare l’inserimento di
giovani e disoccupati nel mondo del lavoro.
Introduzione di un sistema previdenziale locale per piccoli imprenditori, lavoratori autonomi, liberi professionisti e P. IVA sprovvisti di una cassa di categoria. Con esso il Comune di Torino si impegna a coprire una serie di aspetti (quali mutua, assicurazione
infortuni e sostegno al reddito) altrimenti preclusi a queste categorie già così duramente colpite nell’ultimo anno di emergenza.
Attivazione di un regolamento comunale per i rider, volto a stabilire le condizioni minime di impiego (orari, assicurazioni, retribuzioni) per le aziende del settore che operano a Torino e dunque disincentivare fenomeni di “caporalato 2.0”, sfruttamento, mobbing verso tali figure lavorative.
Lotta contro il falso volontariato, ad esempio nel settore turistico e culturale, come forma di lavoro dipendente camuffato per non dover riconoscere giusti diritti e tutele ai lavoratori.
Incentivi per le assunzioni e il reinserimento di lavoratori già con esperienza: lo sblocco dei licenziamenti e l’innalzamento dell’età pensionabile rischiano di creare una voragine sociale per i lavoratori in età avanzata che il Comune deve contenere in ogni modo.
Maggiore vigilanza sulle cooperative, in particolare quelle che si occupano di anziani, al fine di garantire trasparenza, legalità e tutela dei diritti dei lavoratori.

SICUREZZA

Rafforzamento dell’assesorato alla sicurezza e alla legalità, prevendo che tale ruolo sia occupato da una persona del settore che abbia competenza ed esperienza in tale ambito. Un assessorato che dunque non si occupi solo di questioni formali ma che possa predisporre interventi strutturali non solo su questioni riguardanti i rapporti tra Comune e cittadini, ma anche con controlli e interventi su situazioni illecite o irregolari che si verificano nei rapporti interni alla Pubblica Amministrazione.
Attivazione del tavolo permanente sulla sicurezza coinvolgendo i rappresentanti delle categorie dei lavoratori pubblici, dei lavoratori privati, dei liberi professionisti, dei commercianti, degli artigiani, delle imprese e dei comitati cittadini al fine di valutare le condizioni di sicurezza generali della città coinvolgendo le diverse sensibilità.
Ridefinizione dei compiti della Polizia Municipale in modo da liberare il maggior numero di agenti da mansioni puramente amministrative e/o sanzionatorie e riportarli alle attività di vigilanza e controllo del territorio. Contestualmente è necessario attivarsi, presso le sedi competenti, per sollecitare l’ormai imprescindibile riforma della Polizia Locale al fine di
garantire un adeguamento delle condizioni in tema di salari, causa di servizio, equo indennizzo, armamento, assicurazione sugli infortuni, trattamento pensionistico.
Creazione di presidi permanenti della Polizia Municipale nelle zone più a rischio, con l’obiettivo di tutelare la libertà di movimento, la sicurezza e il decoro. Oltre alle periferie, tali presidi devono essere presenti in prossimità delle zone della movida, delle aree turistiche e delle stazioni (treni, aerei, bus a lunga percorrenza).
Lotta contro le piccole e grandi mafie di ogni nazionalità fermando una volta per tutte le loro infiltrazioni nel tessuto sociale ed economico della città. Il Comune deve restituire ai torinesi sicurezza e decoro nelle piazze, nei parchi, nei mercati, sui mezzi pubblici stroncando sul nascere la proliferazione di nuove dinamiche delinquenziali.
Adozione del taser per gli agenti della Polizia Municipale, affinché possano sentirsi adeguatamente tutelati in caso di colluttazioni, aggressioni ed altri episodi violenti.
Introduzione del “Vigile di Quartiere”, comunque collegati con le centrali operative di Carabinieri e Polizia, con compiti di controllo del territorio, dissuasione di dinamiche criminali e contatto con la cittadinanza.
Ottimizzazione della C.U.R. (Centrale Unica di Risposta) concentrando il servizio in un’unica centrale interforze in grado di gestire velocemente ed efficacemente la richiesta di intervento e di aiuto.
Guerra allo spaccio e attivazione di iniziative contro le dipendenze. Lo spaccio attecchisce nelle zone in cui il disagio sociale è preponderante e, se non adeguatamente combattuto, intossica irrimediabilmente l’intero tessuto del quartiere: i segmenti più fragili, e dunque più esposti al rischio di tossicodipendenza, vanno supportati attivamente dal Comune con percorsi di inserimento sociale, lavorativo, abitativo; allo stesso tempo vanno eliminate le condizioni che permettono allo spaccio di fiorire (carenza di forze dell’ordine, presenza di soggetti più o meno conniventi, indifferenza delle istituzioni).
Giro di vite sulla gestione dei campi rom e tolleranza zero sugli episodi di criminalità che ne derivano: una situazione ormai fuori controllo, con nuovi micro-insediamenti che spuntano ogni settimana. Tali campi devono essere rimossi immediatamente se abusivi, e in ogni caso si deve prevedere un controllo costante da parte delle forze dell’ordine e obbligare gli insediati alla pulizia e il mantenimento degli stessi.
Lotta contro le baby gang e la microcriminalità giovanile, con ripercussioni dirette sui genitori che non sono in grado di allevare, educare e controllare in maniera adeguata i propri figli. Se questi sono beneficiari di sussidi e aiuti erogati dal Comune, l’ente deve avere la possibilità di revocarli fino a quando i figli non avranno dimostrato la cessazione di tali
condotte.
Lotta contro l’accattonaggio molesto, incluso il fenomeno dei parcheggiatori abusivi, in prossimità di ospedali, cimiteri, parcheggi, chiese ed eventi.
Piano straordinario di sgomberi per gli edifici di proprietà pubblica, alloggi privati e case popolari occupate abusivamente.
Iniziative contro racket e usura per aziende e persone in difficoltà attraverso la creazione di sportelli dedicati per permettere alle vittime di denunciare tali episodi.
Attività di contrasto contro lo sfruttamento della prostituzione con maggiori controlli sulle strade e con la regolamentazione di locali ad hoc, controllati dalle Forze dell’Ordine e dalle ASL, spontaneamente organizzati dalle persone interessate.
Potenziamento dell’assistenza a domicilio per gli anziani che, in ragione dell’età o delle condizioni di salute, non possono recarsi presso gli Uffici di polizia per agire in difesa dei propri diritti violati.
Sportelli contro la violenza e i maltrattamenti domestici, la cui diffusione è pericolosamente aumentata nel periodo 2020-2021.
Servizio gratuito di punzonatura delle bici e database comunale al fine di disincentivare i
furti e facilitare il ritrovamento.
Aumento dell’illuminazione pubblica, soprattutto nelle zone periferiche e in prossimità di
parchi, aree verdi, ospedali.

PICCOLA IMPRESA, ARTIGIANATO E INDUSTRIA

Creazione della Denominazione comunale d’origine (De.Co) “Fatto a Torino”, sinonimo di eccellenza produttiva in termini di materie prime, impatto ambientale, impiego della forza lavoro locale.
Sviluppo di sinergie tra le università, i poli di ricerca, le imprese innovative e le eccellenze tecnologiche già presenti sul territorio, sia pubbliche che private, per creare nuova occupazione. Il Comune deve favorire lo sviluppo di cluster produttivi altamente specializzati offrendo una burocrazia snella, agevolazioni e anche spazi fisici attraverso il recupero delle vecchie fabbriche abbandonate e, se necessario, attraverso l’esproprio in nome della funzione sociale della proprietà delle strutture produttive private dismesse. Oltre all’aspetto occupazionale, tali sinergie dovranno favorire la “contaminazione positiva” dell’intero tessuto economico locale in tema di sostenibilità, energia, produttività attraverso la condivisione del proprio know-how con il resto dell’ecosistema.
Attivazione di un nuovo sportello a supporto dello sviluppo delle imprese, in particolare in tema di digitalizzazione, internazionalizzazione e miglioramento dei processi produttivi. Il Comune ha l’obbligo di ricoprire un ruolo attivo nella crescita economica del territorio, supportando sia nuove iniziative imprenditoriali sia attività già esistenti attraverso la definizione di obiettivi e target praticabili: l’ente deve mettere a disposizione una variegata pluralità di competenze trasversali nei diversi ambiti (giuridico, economico, fiscale, tecnico scientifico) e favorire la nascita di interazioni tra operatori di uno stesso settore e altri organi della Pubblica Amministrazione.
Promozione e sostegno delle piccole attività produttive e artigianali locali attraverso un processo di alleggerimento burocratico e fiscale e attraverso lo sviluppo di laboratori territoriali (in collaborazione con enti, rappresentanze di categoria e scuole professionali) affinché queste possano formare giovani specializzati capaci di garantire il necessario ricambio generazionale e occupazionale per queste attività e favorire lo sviluppo di competenze e nuove iniziative imprenditoriali.
Tutela, potenziamento e valorizzazione delle produzioni locali attraverso l’impiego di nuove tecnologie, quali intelligenza artificiale e blockchain. La prima può rappresentare un valido alleato nei processi produttivi (anche su bassi volumi) e favorire la diffusione di materie prime di estrema qualità mentre la seconda può diventare uno strumento per
prevenire le frodi ai danni del Made in Italy e rendere trasparenti tutti gli aspetti della filiera produttiva, aiutando così il cittadino nelle proprie scelte di consumo.
Protezione delle produzioni e dei mercati locali dalla concorrenza sleale di multinazionali e di aziende che sfruttano in prevalenza manodopera straniera sul territorioitaliano o che delocalizzano la produzione in paesi che non riconoscono le stesse condizioniin termini di salari, sicurezza sul lavoro e tutela ambientale dell’Italia.
Sostegno alla creazione di reti di piccole e medie imprese in opposizione al gigantismo accentrante delle multinazionali.
Investimenti in ricerca e sviluppo per l’evoluzione produttiva del territorio, favorendo la nascita di industrie specializzate nella produzione di beni finali ad alto valore aggiunto e a ridotto impatto ambientale.
Supporto alle imprese che rilocalizzano la produzione nel territorio torinese con tempi certi per l’insediamento, sgravi fiscali e agevolazioni nell’accesso al credito.
Creazione di un fondo per l’innovazione sociale in grado di facilitare l’accesso al credito e agli investimenti per nuove iniziative focalizzate in ambito sociale.
Creazione di incubatori pubblici utilizzando edifici pubblici messi a disposizione dal Comune al fine di rendere gratuitamente e temporaneamente disponibili a soggetti privati spazi e servizi minimi essenziali da destinarsi ad attività d’impresa, ricerca, sperimentazione, studio applicato, innovazione. In questo modo le imprese innovative possono concentrarsi
sulla loro attività principale, evitando così di disperdere tempo e risorse per attività secondarie. La creazione di un habitat condiviso inoltre contribuirebbe ad una più facile circolazione e condivisione delle idee, aspettative, difficoltà, opportunità, con potenziale effetto ricombinante della conoscenza.
Definizione di una strategia locale in tema di auto elettriche. Entro il 2050 le auto elettriche rappresenteranno più del 50% del mercato: la città di Torino, sia dal punto di vista amministrativo che industriale, ha l’opportunità di ritagliarsi uno spazio importante a patto di comprenderne le complessità o le implicazioni. Se da un lato la misura più immediata è il potenziamento delle infrastrutture di ricarica, dall’altro è necessario che il Comune sviluppi una strategia di approvvigionamento energetico che non debba più dipendere da fonti altamente inquinanti. Allo stesso tempo è fondamentale attrarre e supportare sin da subito aziende altamente specializzate in tema di produzione e smaltimento sostenibile della
batterie, ossia l’elemento chiave nello sviluppo futuro di questo settore, e iniziare sin da subito la sperimentazione dell’idrogeno.
Lotta contro la fuga di cervelli e iniziative per il rientro con la creazione di poli strategici per l’intelligenza artificiale, l’innovazione sociale e la sostenibilità ambientale. Il sistema universitario locale forma giovani professionisti apprezzati in tutto il mondo ma che a Torino non riescono a trovare opportunità: il Comune deve creare le condizioni affinché questi possano restare in città e portare il proprio contributo allo sviluppo di materie ormai imprescindibili e con enormi benefici sul lungo periodo, anche con iniziative di supporto all’imprenditoria giovanile.
Incentivazione e sensibilizzazione delle imprese in tema di partecipazione dei lavoratori alla gestione delle imprese, in perfetta sintonia con quanto indicato dall’Articolo 46 della Costituzione. Oggi più che mai è necessario riaffermare un principio organico tra capitale e lavoro, ponendo le basi per un nuovo sviluppo delle piccole e medie realtà del
territorio.
Attivazione di procedure straordinarie per garantire la continuità produttiva e lavorativa delle imprese in crisi permettendo che la gestione dell’impresa possa essere affidata direttamente ai suoi lavoratori nei casi in cui il possibile fallimento risulti causato dal dolo e dalla cattiva gestione, consapevolmente orientata alla speculazione, da parte di proprietà ed amministratori. Tali iniziative sono da intendersi di concerto con Regione e Governo.
Ridefinizione del ruolo dell’amministrazione pubblica come fulcro dell’economia locale. Il Comune deve mettere in rete gli attori attuali e futuri che si fregino di partecipare alla vita economica della città affinché possano interagire e partecipare attivamente alimentando un processo virtuoso continuo. Allo stesso tempo essa deve approcciarsi ai grandi gruppi industriali e finanziari in maniera energica, senza subire passivamente le loro scelte.

FILIERA AGROALIMENTARE

Tutela della produzione e del consumo a Chilometro 0 attraverso lo sviluppo di una filiera integrata che ne incentivi la distribuzione, la diffusione e la redditività all’interno della Città Metropolitana. Il territorio è ricco di piccoli e grandi produttori che tuttavia non hanno il proprio sbocco di riferimento nel mercato locale: il Comune deve farsi mediatore per consentire l’incontro tra domanda e offerta e, quando questo non è possibile, dare comunque priorità alle produzioni italiane. Il Comune deve quindi favorire la nascita di accordi tra aziende del comparto agricolo e strutture commerciali locali, supportate da una
rete di distribuzione efficiente su tutto il territorio provinciale che vada a disincentivare dinamiche vessatorie e iper-concorrenziali nel trasporto per conto terzi.
Sensibilizzazione della cittadinanza in tema di consumo consapevole. La maggioranza dei torinesi effettua le proprie scelte di consumo secondo il criterio del minor prezzo possibile, prediligendo prodotti e distributori stranieri. Il Comune deve dunque dotarsi di tutti i mezzi, accorgimenti, agevolazioni e strategie per invertire questa rotta e far comprendere le ricadute positive di questo cambio di abitudini in termini di benessere economico e sociale.
Potenziamento del mercato contadino comunale dove le piccole eccellenze del territorio possano presentare e vendere i propri prodotti senza sottostare all’intermediazione di grossisti e grande distribuzione, favorendo oltre a quello di Porta Palazzo anche ubicazioni in altre zone della città.
Costruzione di serre e orti urbani in collaborazione con i produttori, le università e gli istituti tecnici. In questo modo si possono recuperare, con un impatto ambientale ridotto, aree dismesse e allo stesso tempo aumentare la disponibilità di prodotti di qualità per il mercato locale attraverso colture verticali, orti sospesi, colture idroponiche, colture
acquaponiche e apicoltura.
Attività a sostegno della nascita e della crescita di nuove cooperative agricole, con particolare attenzione ai giovani interessati a questo tipo di lavoro, su tutto il territorio metropolitano. Il Comune ha l’obbligo di tutelare le nuove iniziative dalle speculazione finanziaria e latifondizia, fornendo loro l’accesso privilegiato al credito ed intervenendo, anche con l’espropriazione (soprattutto nei casi di terreni incolti e/o abbandonati), dei grandi latifondi privati.
Riduzione degli sprechi attraverso l’attivazione di accordi tra mercati, produttori e associazioni di volontariato per permettere di utilizzare la merce invenduta in attività di supporto ai bisognosi.
Installazione di erogatori comunali dell’acqua, del latte e del vino con l’obiettivo di fornire alla cittadinanza un prodotto locale che sia controllato, di qualità e conveniente limitando l’impatto ambientale in tema di trasporto e imballaggio.
Creazione di una Banca dei Semi per preservare la biodiversità del territorio torinese in opposizione al proliferare di OGM e culture allogene.
Enoteca/showroom agroalimentare comunale: un punto vendita gestito dal Comune dove far conoscere e vendere le eccellenze alimentari del territorio ai turisti sfruttando accordi con i produttori locali e filiera corta e presentare i tour enogastronomici sul territorio. Lo stesso deve poi avere punti vendita secondari a Caselle, Porta Susa e Porta Nuova.
Promozione e sostegno ai Gruppi di Acquisto Solidale che valorizzano le produzioni locali e permettono ai piccoli produttori di trovare un mercato di sbocco diretto e a filiera corta e controllata.

COMMERCIO LOCALE E MERCATI

Limitazione delle aperture di nuovi ipermercati e di poli logistici stranieri. Da troppo tempo la periferia e la provincia sono diventate terra di conquista per questi operatori: se nel breve periodo questi riescono sì ad offrire nuove opportunità di lavoro, nel lungo periodo generano una irreversibile distruzione del tessuto commerciale e sociale preesistente.
Incentivi per la nascita di nuove imprese commerciali di prossimità, in modo da equilibrare taluni scompensi in termini di offerta in alcune zone della città.
Azzeramento della TARI e altre tasse comunali per le categorie più colpite nel periodo 2020-2021: commercianti, ambulanti, ristoratori, albergatori
Sospensione della COSAP fino al 2025 e cancellazione delle pendenze per gli anni 2020-2021 per sostenere le attività commerciali e di ristorazione
Estensione dell’orario delle attività mercatali anche al pomeriggio, soprattutto in periferia, in modo da permettere a più persone di acquistare in questi luoghi.
Opposizione alla direttiva Bolkestein in tema di concessioni mercatali e commercio su aree pubbliche.
Piena adozione della tassa giornaliera per i mercati, favorendo una gestione più semplice e trasparente della stessa.
Miglioramento delle infrastrutture nelle piazze di mercato facilitando l’accesso all’energia elettrica, all’acqua e alle operazioni di raccolta rifiuti.
Organizzazione di mercati tematici direttamente gestiti e coordinati dal Comune anziché essere delegati ad associazioni e sigle.
Adozione di un regolamento comunale sui minimarket etnici finalizzato a limitarne la proliferazione e le cattive condotte in termini di vendita di alcolici e conservazione degli alimenti.
Promozione del commercio di prodotti sfusi e con basso impiego di involucri non riciclabili.
Limitazione alle aperture dei centri commerciali nel fine settimana, favorendo invece favore le aperture speciali per il commercio di quartiere.
Lotta contro la desertificazione commerciale prevedendo agevolazioni a favore dell’ampliamento e della riapertura di vecchi e nuovi esercizi.
Lotta all’abusivismo commerciale di ogni ordine e grado, a partire dai rivenditori di merce contraffatta e/o di dubbia provenienza.
Chiusura del suk di Via Carcano, ormai sinonimo di degrado e di illegalità. Iniziative come i “mercatini di libero scambio” devono essere oggetto di una profonda rivalutazione in termini di location, numero di espositori, orari, criteri di ammissibilità.

PERIFERIE

Piano straordinario di interventi per le periferie in un’ottica di autosufficienza organizzativa, amministrativa, economica e sociale. I cittadini hanno il diritto di vivere in quartieri sicuri e decorosi che devono essere intesi come “villaggi” indipendenti, ma legati uno all’altro, dove esiste per ogni singolo contesto abitativo un equilibrio ponderato di natura sociale ed economica: attività commerciali, spazi di aggregazione giovanile e culturale, servizi al cittadino, aree verdi e presidi sanitari.
Recupero delle grandi aree dismesse con interventi di pubblica utilità. Manifattura Tabacchi, Magazzino militare di Via Cimarosa, Astanteria Martini, Fonderie Ballada: gli esempi sono infiniti. Anziché tenerli in un completo stato di abbandono e/o metterli continuamente all’asta, il Comune deve farsi carico della loro gestione creando luoghi di aggregazione sociale e culturale, servizi decentrati, strutture turistiche, presidi sanitari e di sicurezza, opportunità abitative e spazi per le nuove imprese.
Creazione di un assessorato speciale per le periferie da collocare in una delle aree abbandonate finalmente recuperate e restituite ai torinesi.
Contributi a fondo perduto per le attività economiche, sia artigianali che commerciali, che decidono di investire e/o insediarsi nelle periferie e nelle aree di riprogettazione urbana.
Lotta contro i processi di gentrificazione: deve essere il Comune, insieme alle altre istituzioni pubbliche, a seguire i processi di riqualificazione delle periferie attraverso politiche che tutelino le famiglie e le attività commerciali in difficoltà. Delegare questa funzione ai privati e agli speculatori significa distruggere il tessuto sociale ed economico preesistente senza risolvere gli effettivi problemi delle stesse.
Allacciamento alla rete gas e metano, fognaria ed elettrica nelle zone ancora scoperte (Via Brenta in Borgo Vittoria, Borgata Villaretto).
Miglioramento dei collegamenti di trasporto pubblico, in particolare per quanto riguarda Mirafiori Sud, Falchera, Bertolla, Villaretto.
Sviluppo di Villaretto con il potenziamento dei servizi, dei collegamenti, del mercato rionale e della toponomastica. Da decenni questa zona rappresenta il fallimento delle amministrazioni comunali: un quartiere fantasma abbandonato al suo destino.
Introduzione dei criteri minimi di vivibilità : ogni 50.000 abitanti deve essere previsto almeno un ufficio postale, uno sportello bancario, un asilo, un presidio dell’ASL (con pediatra e medico di base), una biblioteca, un centro anziani, un centro
giovani, un ufficio decentrato dell’anagrafe, un presidio della municipale, un giorno di mercato e un capolinea GTT.
Attività sportive gratuite per i giovani: nella periferia lo sport è spesso l’unica ancora di salvezza per i giovani, ma in molti casi le rette diventano insostenibili per le famiglie. In questo senso il Comune deve fornire tutti gli strumenti alle società sportive affinché queste possano offrire gratuitamente le proprie attività.
Collaborazione attiva con gli oratori, diventati ormai l’unico spazio di aggregazione sociale per i giovani nelle periferie. Questi vanno aiutati e supportati creando un confronto diretto con l’amministrazione comunale per condividere progetti, criticità e proposte.
Riduzione del digital divide in periferia attraverso la creazione di una infrastruttura pubblica che possa mettere a disposizione punti di accesso Wifi gratuiti e di alta qualità (con successiva possibilità di estensione agli altri quartieri).

URBANISTICA

Miglioramento dei collegamenti e delle vie di comunicazione tra centro, periferie e area metropolitana potenziando l’attuale rete di strade sia dal punto di vista delle strutture (miglior manto stradale, potenziamento delle reti esistenti, miglioramento della sicurezza) sia da quello delle iniziative e funzioni utili o attrattive (animazione, organizzazione di eventi,
potenziamento del ruolo sociale).
Nuova pianificazione cantieristica urbana affinché i cantieri integrino tutti gli interventi da eseguire condividendo gli scavi e riducendo il più possibile i disagi per la cittadinanza, anche attraverso l’esecuzione dei lavori in orari serali e notturni. Tale principio deve applicarsi tanto nel pubblico quanto nel privato, andando quindi a colpire le logiche dei “cantieri infiniti” e dei cantieri che deturpano irrimediabilmente il patrimonio architettonico della città. Il Comune deve garantire l’esecuzione ad opera d’arte, sanzionando more e ritardi, e supervisionando la riesecuzione dei lavori.
Priorità al recupero dell’esistente, in opposizione alla cementificazione sfrenata, favorendo interventi di rinnovamento e riconversione coerenti con l’ambiente nel suo complesso. Oggi questa dottrina è largamente disattesa: all’aumento di leggi e vincoli in materia edilizia ed urbanistica non corrisponde un progredire ordinato dello sviluppo degli insediamenti. Ciò causa la distruzione delle identità di quartiere, se non direttamente una frattura sociale tra gli stessi quartieri con zone di serie A e zone di serie B.
Creazione di un fondo per la demolizione delle opere abusive al fine di ripristinare nei tempi più rapidi possibili la legalità e il rispetto delle norme.
Sviluppo della digitalizzazione integrata delle pratiche edilizie, utilizzando soluzioni informatiche innovative al fine di facilitare il lavoro degli UTC.
Analisi e revisione degli accordi tra Comune e grandi superfici commerciali esistenti in tema di oneri di urbanizzazione: l’elevato numero di varianti in corso d’opera presentato dai nuovi attori privati negli ultimi anni ha spesso e drasticamente eluso le finalità iniziali dei nuovi insediamenti, colpendo sia il commercio locale che la cittadinanza.
Utilizzo della plastica riciclata per la manutenzione e la realizzazione di strade asfaltate (“Plastic Road”). In questo si possono ridurre i costi e trovare un impiego funzionale ai rifiuti a base di PET, plastica e tappi di bottiglia.
Riprogettazione dell’arredo urbano anche in funzione di un miglioramento acustico sia di tipo pedonale che veicolare.
Creazione del quartiere della night-life all’ex MOI favorendo l’apertura di bar, discoteche, locali e attività enogastronomiche lungo Via Zino Zini. L’area è sufficientemente ampia e distanziata dalle abitazioni, inoltre già oggi è servita dalla stazione Lingotto.
Recupero e valorizzazione dei Murazzi favorendo una movida non invasiva con spettacoli di strada e attività ricreative all’aperto. L’obiettivo è eliminare lo spaccio e gli episodi di criminalità attivando iniziative che possano permettere a tutte le famiglie e a tutti i cittadini, di ogni età, di fruire degli spazi anche di giorno.
Aumento dei vespasiani e dei servizi igienici gratuiti in prossimità delle zone della movida.
Nuova strategia per il trasporto pubblico e la viabilità alternativa, che devono finalmente essere funzionali al movimento in città anziché stravolgere gli equilibri preesistenti sia per chi ci vive che per chi arriva da fuori.
Monitoraggio costante dei disservizi e degli episodi di degrado al fine di favorire un rapido intervento da parte dell’amministrazione pubblica ed evitare un rapido peggioramento della situazione.
Nuovo piano parcheggi: negli ultimi anni sono stati cancellati migliaia di parcheggi di superficie senza fornire alternative o compensazioni adeguate ai cittadini. E’ dunque necessario che il Comune si attivi per garantire un numero sufficiente di posti auto, ad esempio intervenendo in tempi rapidi per rimuovere vecchi dehors inutilizzati, pompe di benzina abbandonate e altri elementi che occupano spazio prezioso. Ove possibile, il Comune deve favorire il ritorno dei parcheggi a spina.
Eliminazione delle strisce blu in prossimità di ospedali e scuole, recupero del rapporto normativo tra strisce blu e bianche attualmente non rispettato e blocco di nuove zone blu.
Azzeramento del prezzo degli abbonamenti delle strisce blu per i residenti e le attività commerciali e prezzo calmierato a 1€/ora indipendentemente dalla zona.
Pagamento delle strisce blu rispetto al minutaggio effettivo attraverso lo sviluppo di un’app che possa permettere agli automobilisti di registrare l’orario di arrivo e di partenza in maniera precisa.
Messa in sicurezza dei marciapiedi ed eliminazione della barriere architettoniche: ancora oggi le persone con difficoltà motorie si trovano ad affrontare marciapiedi pieni di ostacoli, con il rischio di cadute e altri infortuni. Oltre a questo aspetto si tratta di garantire la sicurezza dei pedoni, degli anziani e delle persone con invalidità che vi transitano.
Potenziamento dell’illuminazione in prossimità degli attraversamenti pedonali, soprattutto in corrispondenza di quelli non regolati dall’attività semaforica. Oltre a garantire una maggior sicurezza per il pedone, nelle periferie possono diventare un utile strumento per la dissuasione di fenomeni criminali.
Introduzione dei semafori acustici per gli attraversamenti pedonali in prossimità di scuole, ospedali e altri luoghi di ritrovo per giovani e anziani.

VIABILITÀ

Riduzione delle piste ciclabili invasive che ostacolano o rallentano il traffico delle auto, dei mezzi pubblici e dei taxi e che rappresentano un pericolo ancora più grande per i ciclisti. Le piste ciclabili non sono l’unica opzione per migliorare la mobilità in città: devono quindi riuscire ad integrarsi in maniera armoniosa nel contesto preesistente, evitando fanatismi e imposizioni.
Segnaletica e semaforica speciale per bici e monopattini, in abbinamento a corsi di formazione per l’utilizzo in contesti cittadini, al fine di limitare incidenti e guida pericolosa a danno di auto e persone a piedi, soprattutto negli attraversamenti e negli incroci.
Messa in sicurezza dei dossi artificiali e del manto stradale: le strade di Torino sono disseminate di gravi deformazioni che, indipendentemente dalla velocità, rappresentano un pericolo per auto e motocicli in transito.
Completa gratuità della tangenziale di Torino per facilitare decongestionamento del traffico in città.
Riduzione della ZTL in termini di estensione e orari al fine di tutelare il commercio nelle zone centrali. Le modifiche nel corso degli anni hanno dimostrato di non riuscire a migliorare le problematiche di traffico e inquinamento ma hanno causato enormi difficoltà (in alcuni casi anche il fallimento) di varie attività commerciali all’interno della ZTL.
Eliminazione dei controviali a 20 km/h: una misura illogica, non supportata dai numeri e che non fa altro che creare disagi agli automobilisti creando ingorghi nei corsi centrali.
Mappatura dell’attività semaforica al fine di identificare e quindi risolvere anomalie e inefficienze.
Limitazioni sull’utilizzo dei T-Red, ad oggi utilizzati solo per fare cassa, contestualmente all’installazione dei timer che indicano la durata del verde.
Piano di interventi per le rotatorie, limitandole a dove strettamente necessarie e intervenendo su quelle più strette che causano ingorghi, incidenti e difficoltà di passaggio
per i mezzi pesanti.
Attivazione del sottopasso di Piazza Baldissera per il traffico veicolare costruito e mai utilizzato.
Rimodulazione semaforica di Piazzale Caio Mario con l’obiettivo di garantire un deflusso coerente delle auto rispetto ai corsi che vi si immettono.
Valorizzazione della stazione Rebaudengo-Fossata, al momento sottoutilizzata e colpita da vari episodi di degrado e malfunzionamenti.
Stop ai blocchi indiscriminati delle auto: questa misura ha dimostrato di non incidere sui livelli di smog bensì crea solo enormi disagi per residenti e lavoratori che non possono permettersi di acquistare mezzi più recenti.
Aumento delle stazioni di bike sharing comunale nelle zone non servite, soprattutto in periferia.
Rinegoziazione degli accordi con le società di sharing mobility per monopattini, bici e motorini. La loro diffusione non ha portato alcun beneficio alla città: le zone più popolose non
sono neanche raggiunte e favoriscono comportamenti scorretti da parte degli utenti (veicoli abbandonati in zone d’intralcio, guida sui marciapiedi, attraversamenti pericolosi).
Valorizzazione del patrimonio fluviale di Torino, rendendo il Po e gli altri fiumi navigabili lungo la maggior parte dei loro corsi e curando maggiormente le sponde. In questo modo si può fornire un servizio di trasporto pubblico locale alternativo (con collegamenti anche con i Comuni limitrofi), sviluppare nuovi percorsi turistici, favorire la diffusione di discipline sportive
legate all’acqua, stimolare l’apertura di nuovi locali e limitare gli episodi di criminalità. A tal fine è necessario che il Comune si svincoli dall’AIPO (l’ex “magistrato del Po”) in favore di una gestione autonoma.

TRASPORTO PUBBLICO

Trasporti pubblici gratuiti con l’obiettivo di incentivare una vera mobilità alternativa.
Riorganizzazione del trasporto pubblico, favorendo un collegamento sinergico tra metropolitana, superficie, aeroporto che permetta di raggiungere agevolmente tutta la città.
Rinnovo del parco di mezzi pubblici, favorendo quelli a basso impatto ambientale.
Maggiore sicurezza sui trasporti pubblici con l’introduzione, sulle linee più a rischio (come il 4), di operatori di sicurezza in grado di contrastare i sempre più frequenti reati (furti,molestie, atti vandalici, aggressioni al personale GTT).
Apertura dei cantieri della Metro 2, tenendo conto delle reali necessità di Torino nord.
Monitoraggio in fase di salita e discesa sui trasporti pubblici attraverso l’utilizzo di dispositivi smart al fine di controllare in maniera più precisa i flussi di passeggeri ed effettuare eventuali correzioni nel numero e nelle frequenze di passatti.
Cartellonistica digitale in grado di fornire al cittadino tempi certi di arrivo e dei vari mezzi di trasporto a disposizione e di percorrenza delle tratte.

DIRITTO ALLA CASA

Ridefinizione del concetto di casa popolare, superando la vecchia distinzione fra ceti sociali in favore di una progettualità della casa basata sulla pari dignità, anche abitativa,
delle persone.
Mappatura delle case popolari ed assegnazione della case popolari da ristrutturare promuovendo iniziative di autorecupero
Difesa della funzione sociale della casa. Il Comune deve tutelare i piccoli proprietari attivando tutte le strategie necessarie affinché il valore delle case non subisca crolli imputabili alla cattiva gestione dell’ente pubblico (degrado, carenza di servizi, criminalità , spopolamento del territorio). Allo stesso tempo deve limitare fenomeni socialmente deleteri come il concentramento di grandi patrimoni immobiliari nelle mani di poche persone che agiscono solo in ottica speculativa (affitto agli studenti, affitto agli irregolari, processi di gentrificazione).
Promozione del diritto alla proprietà della casa attraverso nuove strategie di edilizia popolare che possano consentire ai torinesi di svincolarsi dai diktat delle banche e di abitare in case che rispettino equi criteri in termini di superficie, eco-sostenibilità, solidità costruttiva ed accesso agli spazi verdi. Gli assegnatari devono avere la possibilità di riscattare
l’immobile a prezzo di costo attraverso un canone mensile coerente con il reddito del nucleo familiare e versato direttamente all’ente pubblico, senza interessi e senza intermediari. La casa così acquistata non può essere rivenduta, affittata, messa a garanzia di un prestito o ipotecata dai proprietari, ma nemmeno pignorata o confiscata da terzi.
Priorità alle giovani coppie nell’assegnazione di alloggi di edilizia popolare.
Cancellazione di qualsiasi tributo, diretto ed indiretto, sulla proprietà dell’abitazione della famiglia.
Monitoraggio del canone medio di locazione nelle varie zone al fine di intervenire e disincentivare fenomeni speculativi fraudolenti.
Promozione delle iniziative di autorecupero per gli alloggi popolari non assegnabili perché bisognosi di interventi di manutenzione, con rimborso futuro dei soldi spesi. I lavori possono essere svolti solo da imprese abilitate e riconosciute in base a criteri oggettivi in termini di forza lavoro, materiali impiegati (preferenza territoriale per lavoratori e fornitori di
Torino) e standard qualitativi.
Eliminazione dell’obbligo per l’assegnatario di comunicare i propri spostamenti all’ATC per non incorrere nella decadenza.
IMU agevolata per azioni solidaristiche intra-familiari come il comodato genitori-figli e viceversa.

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Sviluppo della pubblica amministrazione “a misura d’uomo”: il Comune deve favorire la semplificazione burocratica, garantire orari degli uffici compatibili con il lavoro della gente e offrire alternative digitali che siano realmente funzionali.
Potenziamento dei processi di E-Government finanziando interventi nelle pubbliche amministrazioni volti a promuovere la modernizzazione degli aspetti gestionali e organizzativi, la semplificazione e la digitalizzazione dei processi e dei servizi verso cittadini e imprese, trasparenza e partecipazione civica attraverso lo sviluppo e la diffusione dei dati pubblici (open government).
Sala Rossa “itinerante”: troppo spesso il Consiglio Comunale ha dato prova di volersi isolare nella bolla istituzionale di Palazzo di Città. Gli amministratori devono invece spostare ad intervalli regolari le attività del consiglio e di commissione nelle varie circoscrizioni, affinché possano vedere con i propri occhi i problemi dei quartieri in termini di strutture, degrado, viabilità, sicurezza, rapporto con i cittadini.
Decurtazione dei gettoni di presenza degli amministratori locali “fannulloni”, obbligando quindi i vari esponenti a rimanere in aula per rispettare l’impegno preso con i cittadini e facendosi promotori di iniziative e proposte che vadano al di là delle semplici votazioni.
Rimodulazione delle circoscrizioni favorendo una gestione più rapida, precisa e coerente con le necessità del territorio. Le attuali circoscrizioni sono macro-aggregati che riuniscono più quartieri esclusivamente secondo un criterio di vicinanza geografica, non tenendo conto delle differenze sociali ed economiche che possono variare enormemente.
Rimozione della bandiera dell’Unione Europea dagli uffici e dagli edifici pubblici. Il tracollo di Torino coincide con la nascita dell’Unione Europea nei primi Anni ‘90: la città non ha quindi nessun motivo di esporre i simboli di questa struttura vessatoria sovranazionale.
Introduzione della App del Cittadino: una app (eventualmente supportata anche da smart card fisica) in grado di razionalizzare in un’unica soluzione tutti i servizi della città di Torino (trasporti, servizi museali, servizi anagrafici, …) e permettere ai cittadini di segnalare disservizi, episodi di degrado, situazioni di pericolo e criticità varie ricevendo aggiornamenti
in tempo reale sulla risoluzione delle stesse.
Rotazione del personale amministrativo all’interno delle varie funzioni della macchinacomunale. L’attività del Comune è spesso ingessata e rallentata da logiche para-politiche vecchie di decenni, dove il “non si può fare perché non lo abbiamo mai fatto” diventa una minaccia per l’intera città: l’obiettivo è quindi quello di scardinare questi centri di potere informali all’interno dell’amministrazione spostando regolarmente dipendenti, diriginenti e funzionari tra diverse aree di competenza.
Interconnessione di start-up e amministrazione comunale secondo logiche di “open innovation”, supportando lo sviluppo di nuove tecnologie e brevetti di utilità sociale.
Razionalizzazione delle attività di conoscenza del territorio, contrasto dell’evasione e lotta contro il lavoro in nero attraverso l’adozione di un approccio metodologico che possa aiutare l’amministrazione a incrociare i dati delle delle numerose banche dati disponibili, favorendo quindi un’azione più precisa e puntuale.
PEC e SPID comunali gratuiti per i cittadini che ne fanno richiesta: ormai sono un requisito obbligatorio per interfacciarsi con le Pubbliche Amministrazioni, quindi non possono essere un costo sulle spalle dei cittadini.
Assunzione diretta del personale amministrativo senza contratti di somministrazione e altre forme di lavoro precario.

BILANCIO E FISCALITÀ LOCALE

Attivazione di un task force speciale per la verifica dei contratti derivati ancora in essere. La situazione del Comune di Torino in tema di derivati è disastrosa: ogni anno paga alle banche 15 milioni di euro di interessi, il debito residuo sfiora i 500 milioni di euro e per svincolarsi in anticipo dovrebbe pagare quasi 120 milioni di euro. Le cronache e i tribunali hanno dimostrato che questi titoli tossici, vecchi di 20 anni, sono stati sottoscritti in maniera fraudolenta sfruttando le scarse competenze degli amministratori pubblici. La sentenza del maggio 2020 emessa dalla Corte di Cassazione a Sezioni Unite per il Comune di Cattolica ha fissato i principi che potrebbero sancire la nullità di questi contratti quindi il Comune ha l’obbligo di attivarsi per determinare se questi principi possano essere applicati anche al caso di Torino.
Rinegoziazione del debito e degli interessi con gli istituti bancari e la Cassa Depositi e Prestiti al fine di favorire e velocizzare il pagamento di aziende e fornitori di servizi ancora da liquidare.
Aggravi fiscali sulle rendite non derivate dal lavoro e dal risparmio al fine di disincentivare attività speculative scollegate dall’economia reale e dalla produzione.
Introduzione di una tassa speciale per i proprietari di grandi patrimoni immobiliari “dormienti”, ossia locali e abitazioni volontariamente comprati e tenuti sfitti in previsione di una futura speculazione legata alla riqualificazione dei quartieri in cui si trovano.
Progressività delle multe rispetto al reddito con l’obiettivo di garantire la giusta equità sociale della contravvenzione affinché non si trasformi in un salasso per i ceti più poveri e una manciata di spiccioli per i ceti più abbienti.
Gestione di Soris trasparente e vicina alle necessità dei cittadini, eliminando degli incentivi monetari per i soggetti incaricati di accertamento e riscossione e permettendo la rateizzazione delle multe senza l’applicazione di interessi.
Lotta agli espropri legalizzati da parte di società di riscossione, pubbliche e private, che impongono sanzioni usurarie insostenibili per i ceti più deboli ed eliminazione degli incentivi monetari per i soggetti incaricati di accertamento e riscossione.

PARTECIPAZIONE ATTIVA E TRASPARENZA

Creazione di organi territoriali rappresentativi del mondo produttivo, lavorativo, sindacale e associativo in grado di interfacciarsi concretamente con l’amministrazione locale relativamente alle criticità delle proprie aree di competenza e allo sviluppo di nuove opportunità.
Promozione dell’open source nella pubblica amministrazione. In questo modo il Comune può risparmiare sui costi delle licenze e incentivare il contributo volontario dei professionisti dell’IT nello sviluppo di nuovi applicativi.
Promozione dell’open data con l’obiettivo di garantire una maggiore trasparenza sull’attività dell’amministrazione e allo stesso tempo facilitare l’attività di analisi e ricerca per attori pubblici e privati.
Partecipazione organica al bilancio e alla gestione delle amministrazioni comunali, permettendo ai cittadini di essere coinvolti nella decisioni più importanti su come destinare la spesa di una parte del bilancio comunale.
Coinvolgimento attivo dei cittadini nei meccanismi di valutazione dell’operato delle aziende pubbliche, con rilevazione permanente della qualità dei prodotti e servizi erogati.
Coinvolgimento attivo dei comitati di quartiere nelle attività, nelle scelte e nella pianificazione degli interventi riguardanti il proprio territorio di riferimento.
Pubblicazione di rapporti annuali per far conoscere i progetti già realizzati e quelli in corso d’opera nell’ottica di un migliore e più efficiente utilizzo delle risorse.

SOCIETÀ PUBBLICHE E APPALTI

Ridefinizione della missione delle aziende sotto il controllo del Comune (totale o parziale) in ottica di sviluppo sociale e tutela dell’interesse collettivo, impedendo dunque la privatizzazione delle stesse.
Creazione di una nuova classe di dirigenti pubblici che risponda a criteri oggettivi e meritocratici, anziché basarsi sull’appartenenza ad un determinato partito o sui rapporti interpersonali con l’amministrazione di turno.
Responsabilizzazione dei dirigenti pubblici attraverso un sistema che penalizzi condotte scorrette, approssimative e clientelari delle aziende pubbliche e che premi comportamenti virtuosi sulla base di obiettivi misurabili ed oggettivi indicati dalla autorità politica.
Determinazione di un tetto massimo alle retribuzioni dei dirigenti pubblici che non sia superiore a più di venti volte rispetto al salario medio di un lavoratore di base.
Prioritizzazione dello standard qualitativo negli appalti pubblici: in un’ottica di innovazione crescente, non è possibile che la cittadinanza debba pagare in termini di disservizio e di malfunzionamento dei servizi pubblici le conseguenze di appalti assegnati solo secondo il criterio di costo. Sul lungo periodo i costi indiretti superano enormemente il presunto risparmio iniziale, per questo motivo il Comune deve sviluppare un sistema di monitoraggio dei fornitori per privilegiare chi effettivamente garantisce la qualità migliore, rispettando inoltre requisiti e tempistiche accordate.
Nuovi criteri di preferenza territoriale ed equo compenso negli appalti pubblici: priorità a fornitori che operano e producono sul territorio provinciale, con manodopera locale e con giuste condizioni di impiego.
Divieto di appalti ed esternalizzazioni permanenti per pubbliche amministrazioni e società partecipate disapplicando, ove necessario, l’articolo 177 del nuovo Codice degli Appalti. Al contrario il Comune deve favorire una progressiva re-internalizzazione affinché le attività di gestione, controllo e miglioramento possano essere eseguite in maniera diretta.
Riassorbimento interno delle attività di manutenzione che dovranno essere gestite direttamente dall’ente responsabile e non tramite sub-appalti esterni guidati dalla logica del ribasso.

RACCOLTA RIFIUTI

Raccolta rifiuti dell’AMIAT in orario serale affinché questa possa avvenire in maniera più efficace e rapida senza causare disagi al traffico veicolare diurno, favorendo inoltre la percezione di sicurezza e presidio del territorio.
Riprogettazione completa della ecoisole in termini di diffusione e compartimento tecnologico.
Inasprimento delle misure contro l’abbandono di rifiuti ingombranti o maleodoranti installando telecamere di controllo nelle zone a rischio discarica.
Potenziamento della raccolta differenziata porta a porta in tutta la città.
Strategie di promozione del riciclo e della raccolta differenziata offrendo riduzioni sulle imposte locali, buoni sconto, premi e agevolazioni per le imprese e cittadini.
Politiche a favore del riuso del rifiuto, attivando nuove strategie industriali in tema di recupero, trasformazione e produzione.
Programma straordinario per la raccolta e il riciclo delle mascherine e dei materiali utilizzati, attivando azioni mirate per evitare che diventino la prossima catastrofe ambientale.

SCUOLA E POLITICHE GIOVANILI

Creazione di una task force a supporto dei giovani più colpiti nel periodo 2020-2021: ripetizioni per gli studenti che hanno accumulato ritardi, supporto psicologico, tutoring e orientamento scolastico, istruttori sportivi e tutti gli accorgimenti necessari per permettere a questi ragazzi di riprendere possesso delle proprie vite.
Riqualificazione e messa a norma delle scuole comunali. Oggi il degrado delle scuole si manifesta sia in termini strutturali (molte scuole hanno bisogno di interventi importanti o non sono del tutto fruibili per i bambini disabili) sia in termini di possibilità. Le differenze tra quartieri e anche singole scuole sono sempre più evidenti, con frequenti episodi in cui viene delegata alle famiglie la spesa necessaria per il materiale didattico e alle volte perfino per il materiale di pulizia. Tali interventi devono avvenire anche in termini concettuali, ossia come ripensamento degli spazi sia interni che esterni.
Promozione di escursioni naturalistiche con cadenza stagionale con l’obiettivo di conoscere il territorio locale, la sua cultura e le sue unicità.
Difesa del diritto allo studio, tramite politiche che vadano a supportare il pieno e libero sviluppo delle capacità dei giovani indipendentemente dalla condizione di partenza. Tale obiettivo è raggiungibile attraverso attività parascolastiche che possano superare il gap sociale e culturale aggravato dalla pandemia e dal ricorso alla didattica a distanza e con una partecipazione attiva del Comune nel supporto economico degli studenti.
Eliminazione delle classi ghetto con una maggioranza di alunni non italiani.
Lotta al caro libri attraverso l’adozione di un libro unico per ogni materia a livello di Città Metropolitana, scelto da una commissione fatta da studenti e docenti al fine di combattere la speculazione delle case editrici.
Aumento delle ore di ginnastica per la salute fisica e mentale degli studenti attraverso il coinvolgimento del CUS e del SUISM con progetti dedicati anche alla scoperta e alla valorizzazione di discipline sportive meno diffuse.
Lotta al caro affitto degli studenti fuori sede attraverso la costruzione di nuove residenze universitarie (recuperando, quando possibile, gli edifici abbandonati), il monitoraggio attivo del mercato degli affitti e l’introduzione di nuovi modelli di co-abitazione. Tra questi, l’attivazione di progetti per far incontrare la disponibilità di stanze libere da parte di persone sole e anziane e la necessità degli studenti universitari di trovare una sistemazione. Oltre al risparmio per gli studenti, si permette alle persone anziane di avere compagnia e aiuto per eventuali necessità e favorire l’arricchimento intergenerazionale.
Valorizzazione culturale, sociale ed economica dell’identità di Torino e del Piemonte in tema di radici contadine, tradizione industriale e patrimonio storico attraverso l’educazione scolastica e progetti educativi mirati con nuove sinergie tra il circuito museale, il tessuto economico e le scuole.
Programmi contro il bullismo fisico e online, con l’attivazione di percorsi che possano aiutare le vittime a denunciare tali episodi in maniera sicura e con le adeguate contromisure da parte delle istituzioni.
Potenziamento dei progetti scolastici in ambito educazione civica e cultura della legalità organizzando contatti e attività insieme al personale delle Forze dell’Ordine e Polizia Locale (dalle elementari alle superiori con convegni presso le facoltà Universitarie).
Nuova strategia per le mense scolastiche: gratuite, coordinate con la filiera agroalimentare a KM0 e gestite direttamente dal Comune anziché appaltate alle cooperative. Allo stesso tempo devono diventare anche un momento di educazione e conoscenza del patrimonio gastronomico della cultura torinese, piemontese e italiana.
Ridefinizione degli spazi all’aperto nelle scuole, aumentando le ore in cui questi possono essere riutilizzati e permettendone l’utilizzo da parte della cittadinanza al di fuori dell’orario
scolastico.
Creazione di laboratori civici gratuiti in tema di: musica, botanica, riciclo dei materiali, lingue, cucina, arte, teatro, danza, materie scientifiche, programmazione, giornalismo, cinema, tecnologia, chimica. Tali iniziative devono essere di supporto in via prioritaria al sistema scolastico ma possono essere estese anche al resto della cittadinanza.
Gestione diretta da parte delle scuole delle attività a sostegno della disabilità anziché appaltate alle cooperative.
Costruzione di nuovi asili nido e scuole materne pubbliche con l’obiettivo di favorire un nuovo sviluppo demografico per la città. Tali strutture devono essere gratuite e aperte anche nei mesi estivi.
Promozione di sinergie tra istituti secondari e attività economiche del territorio in modo che i giovani diplomati possano trovare lavori stabili e ben retribuiti garantendo un livello di competenze coerente con le necessità delle imprese, se necessario anche con l’organizzazione di corsi di specializzazione dedicati e gratuiti.
Attivazione di iniziative durante l’estate per i giovani costretti a rimanere in città in ambito culturale, educativo, ricreativo e sportivo.
Attivazione di iniziative in orario extra-scolastico al fine di aiutare i genitori che lavorano e che dunque non possono seguire i figli in orario pomeridiano.
Costituzione di un fondo per giovani talenti con l’obiettivo di individuare gli studenti più promettenti nelle varie discipline (scolastiche, accademiche, sportive, culturali e artistiche) e sostenerli negli studi e nella preparazione con incentivi.
Borse di studio mensili per permettere al più ampio pubblico di studenti di mantenersi durante gli studi senza dover pesare sulle spalle dei genitori o accettare lavori mal retribuiti, privi di orari e di tutele. In questo modo gli studenti possono sfruttare al meglio gli anni universitari dal punto di vista accademico, formativo e personale. Lo strumento è erogato secondo criteri e obiettivi misurabili al decadere dei quali il supporto viene erogato. Inoltre, alla fine del percorso universitario lo studente deve impegnarsi per cercare il suo primo lavoro sul territorio torinese.
Creazione di un portale web dedicato ai giovani in grado di fornire un confronto costante tra questi segmenti sociali e le istituzioni. L’obiettivo è raccogliere in maniera più precisa le esigenze e le proposte dei giovani e favorire un loro coinvolgimento attivo nella vita della città.

CULTURA

Stop alla svendita degli edifici di proprietà pubblica classificati come patrimonio UNESCO o di alto valore storico, culturale, artistico. In particolare il Comune deve intervenire in maniera definitiva sulla questione della Cavallerizza: la vendita ai privati deve essere immediatamente bloccata e l’assemblea spontanea che ne ha preso possesso deve essere rimossa in favore di una gestione guidata dal Comune in grado di offrire servizi, cultura, arte in maniera realmente plurale.
Collaborazione attiva con RAI Piemonte e altre televisioni territoriali per offrire una comunicazione realmente utile al cittadino e in grado di diventare, tra le altre cose, una vetrina per il rilancio dell’imprenditoria territoriale.
Concerti di musica classica nelle chiese storiche con appuntamenti regolari e ospiti di caratura internazionale.
Eventi dedicati alla riscoperta delle tradizioni popolari, non solo enogastronomiche, ma anche religiosi,dialettali, teatrali.
Stop a patrocini e contributi ad associazioni fortemente politicizzate e/o collegate più o meno indirettamente nel sistema clientelare dei partiti.
Impiego della scena artistica locale in progetti volti a valorizzare e raccontare la cultura e le ricchezze del territorio torinese al posto dei soliti murales politicizzati o autoreferenziali.
Tutela del patrimonio artistico e monumentale di Torino proteggendo da episodi di incuria, degrado e vandalismo (a partire dall’eliminazione dello skate park abusivo in Piazza Castello).
Promozione delle attività delle biblioteche, con aperture di nuovi poli nei quartieri scoperti, anche attraverso la collaborazione con le associazioni culturali del territorio.
Valorizzazione delle identità di quartiere, facendo rivivere le piazze secondo un modello comunitario con appuntamenti e eventi fissi organizzati in tema di sport, cultura, arte, commercio, ambiente e socialità.
Valorizzazione culturale del Cimitero Monumentale con percorsi e visite guidate analoghe a quelle di Père-Lachaise a Parigi.
Valorizzazione della comunità degli esuli istriani, fiumani, dalmati con eventi, conferenze e percorsi dedicati a raccontare la storia di questo popolo e del loro esodo.
Stretta regolamentazione comunale dei circhi con l’obiettivo di garantire le condizioni migliori per gli animali.
Contrasto al fenomeno del bagarinaggio e secondary ticketing per eventi, partite, spettacoli e concerti.
Riapertura del Salone dell’Auto come simbolo dell’identità industriale della città.
Difesa del Salone del Libro dai tentativi di “scippo” perpetrati da altre città.
Valorizzazione del circuito museale al di fuori del Museo Egizio: pur riconoscendo la centralità di questa struttura, il territorio torinese è ricco di altri musei altrettanto interessanti (MAO, Museo dell’Auto, Lombroso, Mufant, residenze reali, …) che non godono della stessa visibilità e dello stesso supporto economico ma che potrebbero garantire a Torino un maggiore sviluppo culturale a livello nazionale e internazionale.
Tutela dell’identità di Torino come culla del cinema con l’arricchimento di iniziative legate all’argomento, l’avvio di partnership con le case di produzione, la promozione del cinema indipendente, la creazione di corsi gratuiti di recitazione e di laboratori attrezzati per il montaggio e le riprese.
Promozione del confronto intergenerazionale, con attività che possano incentivare gli scambi culturali tra giovani e anziani con l’obiettivo di conservare esperienze, memorie e tradizioni, storie del territorio.
Aumento delle tutele per gli artisti che lavorano nelle principali sedi artistiche comunali, indipendentemente dalla tipologia di contratto.

TURISMO

Creazione di un assessorato speciale al turismo in grado di promuovere una strategia di marketing territoriale coerente e sostenibile con il tessuto della città. A ciò corrisponde uno sforzo di promozione, organizzazione e soprattutto di consapevolezza da parte dell’amministrazione che vada a disincentivare il turismo “mordi e fuggi” in favore di un modello integrato con il resto del Piemonte. Torino deve agire come polo catalizzatore della regione, aumentando il peso dell’aeroporto di Caselle e sviluppando un sistema di trasporto efficace nel permettere ai turisti di raggiungere i vari punti di interesse sul territorio.
Adozione di un regolamento comunale sugli Airbnb con l’obiettivo di disincentivare la concorrenza sleale di tale piattaforma nei confronti delle strutture alberghiere tradizionali, il progressivo spopolamento dei quartieri ritenuti più turistici e il proliferare di B&B e strutture ricettive abusive.
Costruzione di nuovi ostelli per la gioventù e sviluppo di un’offerta turistica integrata capace di attrarre giovani dal resto dell’Italia e del mondo.
Corsi di inglese e di digital marketing gratuiti per alberghi, agriturismi, ristoranti e altre attività collegate al turismo affinché queste possano svincolarsi dai diktat delle grandi piattaforme. Tali corsi devono inoltre essere estesi al personale a contatto con il pubblico nei vari sportelli e infopoint sparsi sul territorio.
Sviluppo del turismo di prossimità per permettere la scoperta dei tesori del territorio torinese in ambito artistico, culturale, religioso. In questo senso diventa fondamentale la creazione di percorsi tematici capaci di coinvolgere strutture ricettive, ristoranti e trasporti locali.
Promozione del turismo sportivo relativamente a cicloturismo, escursionismo, running e arrampicata. Il Comune deve quindi dotarsi di una piattaforma per segnalare i vari percorsi, sentieri, collegamenti, luoghi di interesse e attività per acquisto, riparazione e manutenzione delle attrezzature.
Promozione del turismo enogastronomico con il coinvolgimento di agriturismi, piccoli produttori, aziende vitivinicole, sagre, scuole in campo alimentare.
Promozione del turismo legato ai grandi eventi sportivi, culturali, artistici e congressuali favorendo una pianificazione pluriennale dei prossimi appuntamenti e sviluppando strategie che possano incentivare i turisti a fermarsi in città per una durata superiore a quella dell’evento in sé.
Sviluppo di percorsi per il turismo alternativo (urban exploration, archeologia industriale, turismo d’impresa, documentazione storica) sfruttando l’enorme patrimonio immobiliare, storico e produttivo della città.
Creazione di un portale online per incentivare e supportare il turismo locale, attraverso il quale promuovere e far conoscere alberghi, B&B, ristoranti, percorsi e musei del territorio torinese.

AMBIENTE, ECOLOGIA, ENERGIA

Nuova strategia energetica sostenibile dal punto di vista ambientale, economico e sociale. In questo senso il Comune di Torino deve attivarsi, sia nel pubblico che nel privato, per adottare sistemi di recupero e accumulo di energia, ridurre la propria dipendenza da fornitori privati, favorire la riconversione energetica degli edifici, promuovere l’utilizzo del
fotovoltaico.
Promozione delle comunità energetiche indipendenti, attraverso cui permettere a più famiglie e condomini di produrre in autonomia attraverso il fotovoltaico l’energia necessaria per i propri consumi e rivendere le quantità in eccesso.
Impiego dei rifiuti organici per la produzione di energia con sistemi esistenti e collaudati che non producono scorie di alcun tipo.
Riqualificazione dell’aria riducendo l’inefficienza dei sistemi di riscaldamento (con l’ammodernamento degli stessi e/o con strumenti di controllo e gestione della temperatura), adottando sistemi di filtrazione (sia fissi che mobili) per minimizzare l’emissione di particolato, piantando nuovi alberi, incentivando l’impiego di vernici foto-catalitiche, utlizzando asfalti “mangia smog” e aumentano la frequenza dei lavaggi delle strade.
Rispetto incondizionato del “principio di precauzione”, a partire dal 5G, attraverso il coinvolgimento di istituti esterni e il rispetto degli iter burocratici sempre più snobbati per favorire le entrate di cassa.
Revisione delle grandi opere in relazione all’interesse effettivo per la collettività e delle popolazioni coinvolte dalla costruzione. In particolare il Comune di Torino deve ordinare il blocco immediato dei cantieri per la TAV Torino – Lione: un’opera ormai obsoleta che rischia di devastare il territorio della provincia senza portare alcun beneficio, favorendo
esclusivamente il profitto delle aziende appaltatrici. Tali risorse economiche vanno dirottate su opere e servizi realmente necessari per lo sviluppo del territorio.
Maggiore manutenzione del verde con interventi di pulizia e manutenzione regolari.
Valorizzazione dei grandi parchi cittadini con maggiore manutenzione, sicurezza, pulizia e opportunità di utilizzo da parte della cittadinanza (eventi, percorsi didattici, concerti, locali).
Apertura di una fattoria didattica nel Parco Michelotti con l’obiettivo di avvicinare i torinesi di ogni età al mondo degli animali.
Rimboschimento delle zone montane nella Città Metropolitana.
Tutela della biodiversità organica e biologica attraverso la messa al bando di OGM e normative a riguardo.
Difesa dell’acqua pubblica escludendo la possibilità di intromissioni private nelle società di gestione, migliorando la qualità delle infrastrutture, riducendo gli sprechi e incentivando l’utilizzo dell’acqua del rubinetto e degli erogatori comunali.
Tassazione straordinaria per le imprese altamente inquinanti con l’obiettivo di stimolare l’adozione di cicli produttivi a minor impatto ambientale.
Sfruttamento delle acque fluviali per alimentare l’illuminazione di passeggiate e ponti lungo i fiumi al fine di garantire maggiore sicurezza contro la criminalità dilagante.
Riconversione al fotovoltaico di piste pedonali e ciclabili avviando la sperimentazione già in corso in altri paesi.
Sistema di filtraggio meccanico nei tombini con l’obiettivo di evitare intasamenti e allagamenti durante temporali.
Bonifiche ambientali nelle aree maggiormente inquinate, in particolare in periferia, lungo i fiumi e in prossimità delle arterie stradali più importanti.
Potenziamento di canili e gattili comunali e fondo per la costruzione di case e rifugi contro il randagismo.
Attivazione di ambulatori veterinari convenzionati con il comune per le fasce meno abbienti.
Creazione di pet-parking e nuove aree dedicate ai cani, mantenute e giornalmente pulite.

POLITICHE SOCIALI E FASCE DEBOLI

Riduzione delle bollette di gas e luce attraverso una rinegoziazione collettiva con compagnie di gestione al fine di ottenere le migliori condizione contrattuali e la progressiva eliminazione degli oneri di sistema e di trasporto. Il Comune di Torino diventa l’interlocutore e garante delle condizioni commerciali per fare lobbying per conto del cittadino, al fine di fargli ottenere le migliori condizioni di mercato.
Lotta contro il welfare parallelo delle fondazioni bancarie, alle quali le amministrazioni precedenti hanno progressivamente delegato competenze di loro responsabilità. Scuola, sociale, politiche abitative, sviluppo delle comunità: il Comune deve tornare ad essere elemento attivo senza dover dipendere dalla volontà (e dai finanziamenti) delle fondazioni.
Sviluppo sociale delle ex aree industriali dismesse con la creazione di punti cottura gestiti dal Comune per la preparazione centralizzata dei pasti per mense scolastiche, ospedali, senzatetto e bisognosi; magazzini per la raccolta cibo e distribuzione; dimore per assistere i senza tetto, i vecchi e nuovi poveri con docce e mensa.
Maggiori agevolazioni per gli over 65 su trasporti, cultura e assistenza.
Eliminazione delle barriere architettoniche nelle attività commerciali attraverso aiuti, in termini economici e materiali, per permettere ai gestori di dotarsi di rampe d’accesso.
Attività di sensibilizzazione sull’uso consapevole dei nuovi media e delle nuove tecnologie, con particolare attenzione al tema della privacy e delle truffe online.
Ridefinizione del ruolo del Comune nel supporto alla fasce deboli: oggi questa funzione viene delegata in larga parte alle associazioni di volontariato, scaricando su di loro le responsabilità e gli oneri. Bambini, ragazzi, adulti, famiglie: queste categorie vanno aiutate e supportate quotidianamente con un intervento primario dell’ente pubblico organizzando servizi di prossimità, erogati da persone professionalmente preparate e disponibili durante tutto l’arco della giornata (anche di notte, laddove necessario).
Potenziamento della convenzione comunale con i taxi attraverso cui il Comune si impegna a pagare agli anziani, alle persone sole e con difficoltà di movimento le corse per esami clinici, ospedalieri, visite, mutua.
Segnaletica per ipovedenti, con targhe delle strade con caratteri più grandi e fluorescenti.
Creazione di un fondo comunale per i risarcimenti di scippi e truffe a danni degli anziani. Il Comune deve farsi carico delle conseguenze della poca sicurezza nei quartieri: per molti anziani truffe e scippi generano un disagio psicologico che va ben oltre al valore materiale dunque è necessario intervenire con attività di prevenzione, supporto e difesa.
Iniziative contro alcolismo e ludopatia, vere piaghe sociali ad oggi fin troppo tollerate.
Creazione e potenziamento di Internet Point gratuiti presso le strutture comunali nelle varie circoscrizioni per anziani, giovani e famiglie delle fasce più deboli.
Nuova visione per le comunità dei minori: il Comune deve investire per la formazione adeguata del personale, accertandosi che questo sia effettivamente idoneo al ruolo e fornendo condizioni contrattuali adeguate. Allo stesso tempo è necessario eliminare le interferenze delle cooperative e prefiggersi lo scopo irrimandabile del reinserimento completo dei ragazzi nella società attraverso il lavoro e non al raggiungimento della maggiore età.

SANITÀ TERRITORIALE

Riapertura delle strutture ospedaliere attualmente in disuso o sottoutilizzate, come Maria Adelaide, Ospedale Valdese e Oftalmico. L’ultimo anno ha dimostrato la necessità imprescindibile dei piccoli ospedali: in questo senso il Comune di Torino deve attivarsi con la Regione per pretenderne la riattivazione immediata.
Attuazione immediata del protocollo di cure domiciliari per il Covid firmato dalla Regione.
Rifiuto delle direttive sul Green Pass per la didattica in presenza e per accedere ai locali aperti al pubblico, musei, cinema e mezzi di trasporto.
Stop alla liquidazione delle Farmacie Comunali e apertura di nuove sedi in collaborazione con i medici di base affinché queste possano diventare dei mini-ambulatori decentrati sul territorio torinese.
Totale gratuità dei tamponi nelle farmacie della Città Metropolitana (comunali o meno) e incentivi per l’adozione dei test salivari.
Convenzione con la sanità per le cure domiciliari e la telemedicina, soprattutto per le fasce deboli dei residenti.
Supporto alla digitalizzazione dei fascicoli sanitari per le fasce deboli e incapaci.
Aumento dei defibrillatori in prossimità di parchi, piazze e luoghi densamente popolatiparallelamente all’erogazione di corsi gratuiti per l’abilitazione all’utilizzo degli stessi in tutte le circoscrizioni.

FAMIGLIA

Internet gratis per le famiglie con figli in età scolare attraverso la negoziazione con le compagnie di gestione dei Servizi Telematici.
Pieno sostegno alle politiche di incremento della natalità, con aumento degli sgravi fiscali e assegno di natalità per i figli a carico fino alla maggiore età con aumento progressivo in base al numero di figli.
Introduzione dei congedi parentali comunali, con maggiore equità tra padre e madre, riconoscendo crediti d’imposta per le aziende che decidono di aderire a questa impostazione.
Sussidi dedicati per le madri con almeno un figlio che scelgono di non lavorare per occuparsi dell’educazione dei figli.
Creazione di un ente Maternità e Infanzia strutturato in maniera capillare e locale che si occupi della salvaguardia della madre e dei nascituri, che assista in ogni sua fase la gravidanza e i primi mesi di vita con servizi di alta qualità.
Sostegno ai padri divorziati/soli, con iniziative che possano permettere a queste persone di non essere penalizzate o gravemente colpite (dal punto di vista economico, sociale, psicologico) da questa condizione e attraverso l’introduzione del registro della bigenitorialità.
Parcheggi riservati e dedicati per donne in gravidanza o con figli piccoli vicino a ospedali, scuole, uffici pubblici.

SPORT

Sostegno allo sport dilettantistico, alle associazioni sportive e alle palestre, attori fondamentali nella crescita educativa dei giovani, mettendo a disposizione spazi comunali in forma gratuita (sia esistenti che di nuova costruzione), risorse economiche e competenze organizzative. Tale attività passa da una preventiva mappatura del territorio, affinché il Comune possa avere un quadro di riferimento chiaro in termini di tipologie e modalità offerte.
Calendarizzazione mensile di eventi che invitino le associazioni sportive a praticare gli allenamenti all’aperto, avvicinando e invogliando i cittadini dei quartieri popolari alle varie discipline.
Manutenzione aree sportive esistenti e creazione di nuove al fine di garantire una giusta distribuzione sul territorio, incentivare la pluralità delle discipline e prevedere aree dedicate alla terza età.
Recupero e valorizzazione delle piscine comunali con interventi mirati che possano di nuovo renderle disponibili ai cittadini, alle famiglie e ai bambini promuovendo pulizia e sicurezza.
Sinergie con il CUS e con il SUISM per progetti educativi e motori per bambini e anziani e per favorire la diffusione di altre discipline.
Controllo dei parchi giochi e messa in sicurezza delle loro attrezzature, riducendo gli episodi di degrado, vandalismo e abbandono.
Promozione dello skate park comunale, adeguatamente servito dai mezzi di trasporto pubblico, per eliminare i fenomeni di deturpazione dei monumenti e del centro cittadino.
Riqualificazione degli impianti olimpici e sportivi inutilizzati con attrezzature idonee.
Sgravi fiscali per gli istruttori che seguono i giovani nella palestre e procedono all’acquisizione di patentini e abilitazioni sportive (ad esempio UISP e CSI).

Oggi Italexit è l’unica via d’uscita per Torino.

Ogni voto per Italexit è un passo in più verso una Città diversa, migliore, di nuovo padrona del proprio destino.